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Anche se con una modalità grafica ancora provvisoria, il sito vicenzachelegge.org, dopo una serie di problemi tecnici, è di nuovo attivo. Le iniziative del Coordinamento insegnanti delle scuole superiori di Vicenza e provincia per la promozione della lettura ripartiranno anche per l’anno scolastico 2016-2017.

Sicuramente tra questi ci saranno gli “storici” concorsi Bravo chi legge!, Booktrailer e Whatsappbook, che raggiungono la sesta edizione.

L’ipotesi allo studio è di aggiungere un quarto concorso, per premiare le migliori recensioni scritte dagli studenti.

A questo proposito la prima riunione del Coordinamento è fissata per lunedì 10 ottobre alle ore 17.30, presso l’Itis “Alessandro Rossi” di Vicenza

Prova di un testo

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recensioni – john Steinbeck – Furore

FURORE

recensione a cura di Sara Bastianello, 5AII Itis “Alessandro Rossi” Vicenza

 “E quando gli uomini erano in gruppo, la paura spariva dai loro volti e la rabbia prendeva il suo posto. E le donne sospiravano di sollievo, perché capivano che andava tutto bene: il crollo non c’era stato; e non ci sarebbe stato mai nessun crollo finché la paura fosse riuscita a trasformarsi in furore.”
Una rabbia violenta entra come la polvere nelle case dei mezzadri dell’Oklahoma. Come la polvere invisibile, s’insinua in ogni fessura e accumulandosi cresce, cresce, cresce…
1929: la Grande Depressione. Miseria e ricchezza, profitti e sopravvivenza, campi fertili ma incolti. L’esodo simbolo della famiglia Joad, emigrata nel promettente West in cerca di fortuna, denuncia la condizione di migliaia di persone, che proprio negli anni del tracollo finanziario di Wall Street, sono state manovrate da un sistema capitalistico che non lascia spazio all’individuo nei suoi valori essenziali: la famiglia, la terra, il lavoro. In seguito all’irruente Dust Bowl del 1934, aggravata dalla precaria situazione economica americana, numerose famiglie dell’Est, si videro sottratta la terra dove i nonni dei loro nonni avevano piantato le proprie radici. Un’odissea lungo la Route 66 nella quale i protagonisti affrontano le insidie di un viaggio disperato, descritto abilmente dall’autore con un linguaggio che non necessita di tedianti descrizioni per evocare le stesse immagini e sensazioni, provate dalla famiglia Joad.
“Furore”, non è solamente la testimonianza delle precarie condizioni cui la crisi del secolo scorso aveva ridotto milioni di persone, ma è anche una lucida accusa al cambiamento sociale, al quale il progresso tecnologico ha portato. Questo libro infatti, è giunto ai giorni nostri portando in sé un’attualità che ancora ci spinge a riflettere sul sistema economico-sociale in cui viviamo, caratterizzato da una crisi decennale che molto può condividere con il primo trentennio del ‘900.
John Steinbeck, detentore del premio Nobel per la letteratura nel 1962, tramite le pagine del suo più celebre romanzo, ci invita a condividere il viaggio dei protagonisti, spogliandoci delle nostre ricchezze per ritrovare una solidarietà tra gli uomini, che nasce e fermenta insieme alla miseria. Laddove la logica del profitto non inaridisce la terra infatti, cresce il senso di fratellanza che accomuna i bisognosi, i quali imparano a trovare il tutto nel nulla, nelle cose semplici, in un gesto d’altruismo.
Un romanzo che ci allontana dai frenetici grattaceli delle grandi città, per riportarci al piacere puro e semplice di un seme che germoglia nella terra.

recensioni – Valerio Evangelisti, Il mistero dell’inquisitore eymerich

eymerichlorenzo cracco 3° classificato

recensione a cura di Lorenzo Cracco , 3ACH Itis “Alessandro Rossi”

3° classificato al concorso “La lettura nutre il corpo e la mente”

Il mistero dell’inquisitore Eymerich è un romanzo fantascientifico scritto dall’autore italiano Valerio Evangelisti e pubblicato da Mondadori nel 1996. La narrazione è divisa in tre diversi filoni temporali, i quali hanno la particolarità di iniziare in modo distaccato l’uno dagli altri, ma a mano a mano che si prosegue con la lettura le tre storie convergeranno nel sorprendente finale del libro.
• 1354. Nicolas Eymerich, il sinistro inquisitore della Chiesa cristiana, si trova in Sardegna in compagnia di re Pietro IV d’Aragona per soffocare la rivolta di Mariano, giudice d’Arborea. Nonostante l’assedio che gli aragonesi infliggono alla città di Alghero, all’interno delle mura le persone non sono minimamente preoccupate della guerra in corso, anzi continuano a vivere imperterriti la loro vita quotidiana. Pietro IV comunica così a padre Nicolas una cosa che fino a quel momento gli aveva tenuto nascosta: Mariano ha un alleato potente e misterioso, lo chiamano Sardus Pater, una divinità sconosciuta…per Eymerich è il momento di agire, prima che sia troppo tardi. • 1942. Wilhelm Reich, uno psicologo austriaco, ha fatto una scoperta rivoluzionaria. Ricercato dai nazisti, scappa e si rifugia in America. Quale oscuro motivo potrà mai legare due eventi così distanti? • In un futuro indefinito. L’America è divisa in tre confederazioni: la Nuova Federazione Americana, la Confederazione della Libera America e l’Unione degli Stati Americani. In questi Stati i ragazzi sono istruiti in scuole che preparano i ragazzi secondo una linea guida molto simile a quella militare. Le punizioni se non vengono rispettate le regole o se si contraggono malattie sono severissime, ma la peggiore di tutte è la deportazione a Lazzaretto, un luogo orribile di cui non si conosce la localizzazione geografica…
Una storia unica e al contempo particolare scritta da un autore che è stato in grado di unire elementi fantascientifici e storici nonostante la difficoltà della questione. Un libro consigliato a tutti coloro che amano la storia e che vorrebbero vivere una nuova avventura, ma anche a tutti coloro che non la amano particolarmente, perché potrebbero rimanere piacevolmente sorpresi.

recensioni – george r.r. martin, il trono di spade

il trono di spademattia liberale 2 classificato

recensione a cura di Mattia Liberale, 3BME Itis “Alessandro Rossi”

2° classificato al concorso “La lettura nutre il corpo e la mente”

Nel Continente Occidentale di Westeros, dopo la morte del Primo Cavaliere Jon Arryn, re Robert Baratheon nomina Eddard Stark, signore di Grande Inverno, suo nuovo Primo Cavaliere. Dopo un tragico evento,i Sette Regni dell’Occidente cadranno nel conflitto per la conquista del Trono di Spade, stringendo alleanze e svilupppando strani intrighi.
Intanto nel nord di Westeros, alla Barriera, i Guardiani della Notte, una confraternita che ha lo scopo di proteggere l’immenso muro di ghiaccio che divide le terre dell’Ovest dalla terra dei Bruti, deve fronteggiare le minacce di creature spaventose che non si vedevano da centinaia di anni, detti Estranei.
Nel Continente Orientale di Essos, invece, Viserys Targaryen, caduto in disgrazia dopo la fine del regno dei Targaryen, dona in sposa la sorella Daenerys al guerriero nomade dothraki Khal Drogo per avere in cambio un esercito da permettergli di riconquistare il trono che era appartenuto alla sua casata per circa tre secoli.
COMMENTO E RIFLESSIONE
Questa saga presenta diverse sfaccettature che sono degne di un’analisi:

– SFONDO STORICO
Lo sfondo storico su cui si basano gli avvenimenti è molto forte e percepibile chiaramente in alcune parti dei romanzi, facendoli sembrare, nonostante il genere, molto verosimili sotto certi aspetti.
La vicenda, secondo alcune fonti, prende spunto almeno in parte dalla Guerra delle Due Rose, scontro durato circa trent’anni combattuto nel territorio inglese da due delle principali casate dell’isola, gli York ed i Lancaster, subito dopo la Guerra dei Cent’anni (ed infatti nei romanzi due delle grandi famiglie si chiamano Stark e Lannister). I vari elementi della storia rispecchianoorganizzazioni sociali di quel periodo edei secoli antecedenti: la divisione del territorio in regni, sottomessi al re, rispecchiano l’antico sistema feudale; le città libere a Essos fanno riferimento ai Comuni italiani, in conflitto tra loro; i vari culti rappresentano lo scisma d’Occidente ed i disordini religiosi.
Anche alcuni personaggihanno un fondamento storico, in quanto nati da alcune figure molto conosciute, come ad esempio Daenerys Targaryen, chederiva da Cleopatra, regina d’Egitto nell’antichità, oppure Robert Baratheon, corrispondente ad Edward IV, che si scontrò con la famiglia Lancaster durante la Guerra delle Due Rose.
Molti altri luoghi, avvenimenti ed usanze sono frutto di un attento studio della Storia del passato.

– CARATTERIZZAZIONE DEI PERSONAGGI
Uno degli elementi caratteristici di questi romanzi è la mancanza della “fortuna” nelle sorti dei vari personaggi: i protagonisti “buoni”, pur essendo tali, non sono liberi dal dolore e dalla sofferenza e sono spesso soggetti ad eventi spiacevoli, perdendo alle volte la vita stessa.Questa caratteristica crea una tensione costante nel lettore, che capisce che nessuna delle figure narrate è davvero al sicuro e, di conseguenza, tutto può accadere, rimanendo così costantemente attento a ciò che è scritto (fatto non poco rilevante, considerando la notevole lunghezza dei romanzi, dalle 800 alle 1200 pagine ciascuno, che potrebbero risultare pesanti se mal gestite).
La costruzione dei personaggi è ben congegnata: non si riscontra infatti una semplice distinzione tra “positivo” e “negativo”, ma ogni singola figura ha una psicologia complessa determinata da lati più o meno oscuri, avvicinandola maggiormente alla vera sembianza umana. Ci possono essere quindi personaggi presi dal dubbio, dai rimorsi, dalle decisioni avventate, talvolta anche crudeli, nonostante magari fino a poco tempo prima fossero clementi, sicuri e pacifici.La mentalità di ogni singolo individuo è in continuo sviluppo e sensibile a ciò che lo circonda, plasmando pensieri e sentimenti ad un ritmo concreto e realistico.
– STRUTTURA E SVILUPPO
La scelta dell’autore di rappresentare un’opera fantasy sotto una luce differente dalle solite avventure poco verosimili è una variante degna di apprezzamento, che la rende a suo modo unica.
L’elemento fantasy è ben gestito e raffigurato attraverso arti oscure, draghi e misteri, pur evitando di raggiungere forzature o scenari eccessivamente “fantasiosi”. Tutte le creature sovrannaturali create sono studiate con precisione, come ad esempio i Whitewalkers (Estranei nella traduzione italiana), che sono tutte le persone morte a nord della Barriera e i cui corpi, secondo le leggende, si risvegliano come non-morti, risultando praticamente invincibili.
Il cambio di punto di vista in ogni capitolo amplifica il desiderio di sapere cosa succede agli altri, oltre al risultato di venire a conoscenza di più fatti, a volte paralleli tra loro ed altre totalmente distanti, conferendo una visione più ampia di ciò che accade.
Esistono più lingue nella vicenda, che rendono la caratterizzazione dei territori molto suggestiva: la lingua dei Sette Regni (corrispondente al comune inglese), il Valyriano (ovvero una lingua parlata nelle città di Essos, influenzata poi dai vari dialetti) ed infine il Dothraki (parlato dall’omonimo popolo nomade e selvaggio).
La qualità fondamentale di questo insieme di opere è il fatto che, leggendo, ogni persona figura nel suo immaginario chi meriterebbe di sedere sul Trono di Spade, basandosi sulle leggi dell’ereditarietà, sulla giustizia o sul proprio gusto. Il lettore stesso tende così a partecipare al “gioco del trono”, immaginando alleanze, rivalità, sviluppi e reti misteriose che condurranno il proprio “favorito” al potere. Questo è ciò che davvero stupisce: questi romanzi sono capaci di coinvolgere ad un punto tale da far sentire il lettore parte integrante della vicenda. E’ capace di far emozionare, di sconvolgere e di strabiliare in maniera eccezionale. E’ sicuramente una di quelle opere che rimangono impresse nella mente per lungo tempo.
In conclusione, i vari elementi descritti precedentemente rendono l’opera unica nel suo genere e di sicuro una lettura che, grazie ai suoi contenuti ed alla forma equilibrata ed intrigante, concilia l’utile al dilettevole.
Aggiungendo una breve opinione, puramente personale, posso affermare di aver apprezzato la maestria nel rendere “animati” dei personaggi descritti su carta, facendoli sembrare quasi veri e propri esseri viventi, capaci di intendere e di volere. Ho gradito lo sfondo storico e la complessità della vicenda, intessuta con fili di sospetto ed intrigo, tali da creare intrecci notevoli e magnifici. La dote dello scrittore è tale da far sembrare che il libro respiri quasi, come se vivesse e travolgesse il lettore. La tragicità dei fatti e la mancanza di quella banale fortuna che capita sempre ai “buoni” permette che la vicenda risulti più veritiera, abbandonando la banalità e la prevedibilità. Questa storia mi ha fatto sognare e viaggiare in un mondo lontano, diverso da quello in cui viviamo eppure molto simile ad esso sotto certi aspetti. Ho odiato, ho amato, mi sono emozionato ed ho provato dolore. Un turbinio di emozioni contrastanti mi ha avvolto, facendomi volteggiare secondo una spirale dolce-amara di gioie e tristezze, attraverso destini legati tra loro e saldati dall’inesorabile scorrere del tempo. Ho scoperto passioni proibite, tradimenti, tradizioni, fedi, giuramenti e molti altre ottiche per scrutare il mondo sotto una luce differente di cui prima non mi capacitavo. Provo orgoglio per quello che ho potuto sperimentare nella mia mente grazie a questi testi e sono felice di essermi approcciato ad esso, nonostante un primo timore.
Una saga davvero eccellente, degna della fama riconosciuta e guadagnata.
Chi siederà sul Trono e chi invece perirà nel tentativo di salire lungo l’immensa e ripida scala del Potere?

recensioni – Bryan Lee O’Malley, scott pilgrim

scott pilgrimfiscato 1° classificato

recensione a cura di Felipe Fiscato, 3BME Itis “Alessandro Rossi”

1° classificato al concorso “La lettura nutre il corpo e la mente”

“Scott Pilgrim vs. the world” è unaminiserie a fumetti statunitense di sei volumi scritta e disegnata Bryan Lee O’Malley con uno stile misto tra manga e fumetto occidentale.In Italia, tutti i sei volumi sono stati editi da Rizzoli Lizard nel 2010 (e sono presenti in biblioteca qui da noi).
“Scott Pilgrim sta uscendo con una liceale”; così comincia la storia, ambientata nella misteriosa e lontana Toronto in Canada, che ruota attorno alla vita del già citato ventitreenne; stiamo parlando di un ragazzo come tanti: ha una ragazza (per ora), ancora non lavora, si sveglia tardi, ama i videogiochi ed è il bassista nella band del suo amico.La sua vita, passata tra una relazione e l’altra, è spesa alla ricerca della ragazza giusta ed ha una svolta nel momento in cui incontra ad una festa Ramona Flowers, una ragazza con un passato avvolto nel mistero proveniente da NewYork e che si trova li a Toronto apparentemente per lavoro.
Per stare insieme a lei però, il protagonista dovrà prima affrontare e sconfiggere tutti e sette i malvagi ex fidanzati della ragazza(si, malvagi ex fidanzati), incluso il direttore di questo teatrino: GideonGraves, una persona che sembra abbia avuto a che fare con Ramona in passato.
Adesso la recensione vera e propria.
Premetto: chi ha visto il film lo dimentichi, non perché sia brutto o perché non si attenga alla storia originale, ma perché film e graphicnovel sono due mondi distinti.
La graphicnovel, oltre ad essere piacevolissima per gli occhi e di grande impatto è anche ben condotta: infatti lascia ampio spazio a riflessioni, emozioni, suspense e colpi di scena, non annoiando mai il lettore, anzi, intrattenendolo e spesso anche in maniera comica (più di una volta viene rotta la quarta barriera,per esempio).
L’idea di una storia incentrata sulla ricerca dell’amore magari può non attirare chi non ama il genere, invece questo tema è più “leggero” di quanto sembri e lascia spazio a cose come il classico esame di coscienza, al cambiamento della persona, alla consapevolezza di essere cresciuti e maturati col tempo e quindi alla necessità di fare dei passi in avanti.
Personalmente lo consiglio a tutti coloro che sono in cerca di una storia per certi versi romantica, ma non smielata, avvincente e appassionante perché in Scott Pilgrim niente è scontato e il piacere della lettura è assicurato.
Felipe Fiscato, 3BME (così se la serie non vi piace sapete dove venirmi a cercare, ma vi avverto che ho giocato a mortalkombat, non ho paura).